In realtà è un territorio importante e ricco di tradizioni fin dall’antichità, attraversato da tre importanti assi viarie: alcune dimenticate e quasi scomparse come la Via Clodia,altre come l’Aurelia e la Cassia e/o La Via Francigena ancora utilizzate per collegare non gli angoli della regione, ma dell’Europa a Roma.
Questo territorio, poco industrializzato, poco cementificato, offre scorci di spettacoli di una natura ancora per lo più incontaminata quasi cristallizzata nel tempo, e paesaggi caratterizzati dalle colture che da secoli, se non millenni ne identificano i luoghi, le comunità e le tradizioni: vigneti dell’Aleatico di Gradoli, uliveti sugli altopiani che scendono verso la Maremma, l’Alio rosso di Proceno, le Lenticchie di Onano, i Fagioli del Purgatorio, il Goregone di Capodimonte e il Lattarino di Marta, il Cece del Solco Dritto, il Farro del Pungolo di Acquapendente, il Marrone di Latera, le Patate dell’Alta Tuscia, i Formaggi di Piansano.
Ogni prodotto racchiude una storia, un percorso e rappresenta il territorio che lo ha generato e che oggi ne definisce le caratteristiche di eccellenze di qualità nei processi produttivi, nel gusto, nell’attenzione verso l’ambiente e verso la purezza del prodotto stesso.
La scoperta di questo territoriosarà caratterizzata dai suoi prodotti, dalla sua storia , dalle ricette della cucina tradizionale di questi luoghi, ci si incamminerà all’interno di paesaggi incontaminati, vestigia antiche, palazzi e racconti lungo i secoli, feste tradizionali, suoni, sagre, comunità . Dai sapori, dagli odori introdurremo il nostro visitatore alla riscoperta di un territorio che abbiamo definito in questo progetto ’Le città invisibili’, mutuando il titolo e la struttura dal celeberrimo scritto di Italo Calvino.
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